L'ASPRO APPASSIR DELLA ROSA
Misera mia vital esperienza fu,
pria che tu, l uscio del cor mio varcasti
e l'Amor mi cinse.
Dolce flato ea sprigionò
ogni volta ch'io parola riferì.
Caldifreddi astri in celeste sguardo avea,
che l'anim mi sciolse
e una placida onesta quiete sentii.
Radiosa luce a li miei dì conferì
tant è che spaura sparì.
Muta del nostro legame facesti
e come pelle morta cadde.
Oh giovin fanciulla,
qual è la causa dell'eclissi del tuo Amor?
Mia tiepida luna sei,
ed io, ingenua marea,
a voi fui attratto.
Ad un falso destino credei ,
nell'aspro appasir mi rifugiai,
e la nostra rosa
da una zitta bufera fu sconfitta.
Ma alla fine rancor non mi divora
perchè d'Amor vero t'ho amata,
la dolce anima tua,
e non il corpo che il tempo logora.
Con piccolo pensier vi vorrei lasciar,
nel tempo d'oggi sopratutto,
amate persone,anime e non corpi e mantelli,
perchè nel viaggio della vita
l'Amor vero rende l'esistenza
più dolce, vera e soave